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Il sito dell'isola di Procida.

LA STORIA DEL LIMONE

L’epoca e la provenienza del Limone ancora non è del tutto chiara e definita. A prescindere da ciò, il Limone annovera le tappe più importanti della sua storia nel bacino Mediterraneo, anche se, molto probabilmente, la sua patria natia è l’Asia Orientale, in particolar modo l’India. Scoperto sull’Himalaia, fu portato in Mesopotamia, ove venne coltivato tra i fiumi Tigre ed Eufrate. Durante la carestia di Babilonia, gli Ebrei impararono a coltivarlo e lo importarono in Palestina. I Romani conobbero il Limone grazie ai rapporti commerciali che instaurarono con l’India. Una volta crollato l’Impero Romano, la coltivazione dei Limoni per un breve periodo scomparve. E’ grazie agli Arabi che il Limone venne nuovamente impiantato nel Sahara ed in Andalusia, a partire dal IX sec. Grazie alle sue proprietà medicinali, il Limone si diffuse rapidamente: i medici ne prescrivevano l’uso contro l’ittero, le palpitazioni febbrili, il vomito, i malesseri delle donne incinte, contro i geloni, la caduta dei capelli, veniva dato agli appestati. Sempre grazie agli Arabi il Limone arrivò in Sicilia nel XII sec. Con Cristoforo Colombo il Limone approdò in America, dove vennero scoperte le altre proprietà curative di questo frutto benedetto dagli dei. Le particolari qualità curative del Limone si sono conservate nei secoli: nel 1973 venne consigliato l’uso dei limoni per prevenire il colera. Nel rinascimento, i nobili pur di avere le piante di limone andarono contro le condizioni climatiche avverse di alcune zone, costruendo delle "aranciere", locali chiusi, coperti da ampie vetrate. Le piante di limone divennero anche oggetto di ornamento: famose le "aranciere" di Boboli e quelle Vaticane.

La Sicilia, insieme alla Calabria e alla Campania, produce ed esporta quantità molto elevate di questo apprezzato agrume.

Nell’Isola di Procida, per molti l’Isola dei Limoni, nel piccolo appezzamento di terreno di ogni abitante immancabili sono le piante di limoni.

I Limoni di Procida sono coltivati dietro enormi mura padronali e/o alti filari di vigneti, per preservarli dalle intemperie e dai venti freddi, agenti atmosferici tra i principali "nemici" del limone. Viene coltivato in terreni provenienti da eruzioni vulcaniche, stratificati da fertilissimi "depositi di caduta".

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